Hotel a Ischia Accommodation - Lastminute hotel Ischia terme e vacanze
Language Italiano English Deutsch Russia
Home Page - Hotel ad Ischia - Servizio Bus - Offerte - Lastminute - L'Isola d'Ischia - News & Eventi -
Offerte della Settimana
 

Hotel Marina 10
Speciale inverno al centro di casamicciola
Offerta speciale per weekend e settimana
a partire da € 40.00

Hotel Terme Zi Carmela
Ischia........remise en forme
Offerta primavera dal 10 marzo al 1 aprile 2010
a partire da € 40.00
 
 
• Servizi Turismo
» Prenota & Risparmia
» Servizio Bus
» Servizio Transfer
» Gite ed Escursioni
» Servizio Autonoleggio
• L'Isola d'Ischia
» L’Isola
» Storia e Architettura
» Artigianato
» Spiagge
» Centri Termali
» Arte e Cultura
» Gastronomia
» Meteo
» Traghetti e Aliscafi
» Bus
» Photogallery
» News & Eventi
» Segnala ad un amico
• Mailing List
Indirizzo E-Mail
Per essere aggiornato
su news e Offerte
• Offerta Speciale
Hotel Sorriso Thermae Resort & SPA
Sorrisi d'inverno...
Eccezionale offerta sorriso thermae resort & spa!!! euro 130,00 3 notti camera cl... » dettagli
a partire da 23 €
 
  Back
La gastronomia isolana si basa sui prodotti della terra e del mare tipici della tradizione mediterranea: agrumi, ortaggi, vino, olio d’oliva, pesce e molluschi, ma anche carni provenienti da allevamenti praticati secondo criteri naturali, com’è il caso del coniglio di fossa. La cucina mediterranea trova sull’isola pieno compimento: frequenti e facili da trovare tutte le specialità a base di pesce e la pizza. Un cenno a parte merita il limoncello, il liquore di limone prodotto con frutti locali.
Coniglio di fossa
A Ischia il coniglio viene  allevato in una forma particolare, legata alle esigenze del lavoro agricolo in vigna e nei campi, che si è rivelata ottima per produrre animali con carni dotate di caratteristiche superiori: il coniglio di fossa. Nell’isola ci sono ancora un migliaio di fosse scavate vicino alle vigne, perché c’è sempre stata l’esigenza di terreno nuovo per le viti. Le buche nel terreno vengono usate per allevare i conigli, che sono nutriti con erbe del posto. Nelle fosse,  i conigli possono scavare, fare, cioè,  quello farebbero in libertà e che non farebbero mai in gabbia. Ad Ischia questa era la forma più diffusa di allevamento, tanto che le preparazioni a base di carne di  coniglio si sono  radicate profondamente nelle tradizioni culturali e alimentari.

Come si prepara il coniglio all’ischitana

Ricetta per 6 persone: Ingredienti

1 kg e 1/2 di coniglio pulito
600 gr. di pomodori maturi
3 spicchi d'aglio 
aromi (timo e maggiorana) 
vino bianco secco 1 dl e 1/2 di olio di oliva
sale -peperoncino

Preparazione: Lavare il coniglio, asciugarlo e tagliarlo a piccoli pezzi. In un tegame,  rosolare nell'olio due spicchi di aglio  finemente tritato  ed aggiungere il coniglio. Farlo  rosolare, insaporirlo con sale e peperoncino, irrorare con mezzo bicchiere di vino bianco, da aggiungere un po' alla volta. Lasciare assorbire il vino a fuoco lento; unire i pomodori sbucciati, privati dei semi e tagliati a pezzetti e  gli aromi. Cuocere per un'ora e trenta minuti circa,  mescolando di tanto in tanto.

Dolci natalizi
Il periodo natalizio si caratterizza per le riunioni familiari, i cenoni e i pranzi,   in cui abbondano i piatti della tradizione locale  e  i dolci rappresentano, sicuramente un elemento fondamentale.
Tra i dolci della tradizione artigianale locale che contribuiscono ad allietare le tavole nei giorni di festa, si segnalano  gli Struffoli, dolci tipici della pasticceria napoletana preparati con  piccole palline di pasta fritte, ricoperte di miele e cosparse,  infine, con  confettini colorati. Gli struffoli e molti altri dolci trovano la loro origine nei conventi napoletani. Le suore, tra l’altro,  preparavano,  infatti, anche  i dolci  a base di pasta di mandorle  preparati con farina ,  zucchero, spezie e mandorle finemente tritate e senza alcun grasso di origine animale, come prescrivevano le regole del periodo di  Avvento.  Altri dolci tipici sono i Mustacciuoli, dalla forma romboidale,  ricoperti di glassa al cioccolato, il  cui  nome è legato alle antiche preparazioni contadine che utilizzavano il mosto, col quale venivano preparati per essere resi più dolci. A forma di 'S' i Sosamielli venivano impastati con del miele liquido. La Sapienza, variante dei Susamelli, deve il suo nome al Convento di S.Maria della Sapienza, in cui veniva  preparata dalle Clarisse;e  infine il  Rococò, a forma di ciambella, impastato con farina, zucchero,  mandorle tritate, scorze di agrumi e chiare d’uovo; adatto a chi ha denti solidi,  il suo nome deriva  dal francese rocaille per la barocca e rotondeggiante forma di conchiglia.

La Pizza
La pizza, oggi conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, nasce intorno al 1600, dall’ impareggiabile ingegno culinario meridionale, e dalla necessità di rendere più appetitosa e saporita la tradizionale schiacciata di pane. Agli inizi, si trattava di pasta per pane cotta in forni a legna, condita con aglio, strutto e sale grosso, oppure, nella versione più "ricca", con caciocavallo e basilico. Anche se ben presto l'olio si sostituì allo strutto, l'avvento della pizza moderna, avviene con la scoperta del pomodoro. Importato dal Perù in Europa grazie ai colonizzatori Spagnoli dopo che venne scoperta l'America, il pomodoro fu dapprima usato in cucina come salsa cotta con un po' di sale e basilico e solo più tardi, a qualcuno venne l'idea di utilizzarlo, inventando, così senza volerlo, la pizza. Dopo che, i pizzaioli napoletani avevano diffuso svariate versioni della pizza, si compie la consacrazione ufficiale nel 1889, in occasione della visita a Napoli degli allora sovrani d'Italia Re Umberto I e la Regina Margherita. La storia racconta che Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo di quell'epoca, realizzò per loro tre pizze classiche: la pizza alla Mastunicola (strutto, formaggio, basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio, origano) e la pizza pomodoro e mozzarella (pomodoro, olio, mozzarella, origano), realizzata in onore della Regina ed i cui colori richiamavano intenzionalmente il tricolore italiano. La sovrana apprezzò così tanto quest' ultima versione, da ringraziare ed elogiare l'artefice per iscritto; l'unico modo per contraccambiare questo gesto da parte del pizzaiolo, fu quello di dare il nome della Regina alla sua creazione culinaria, che da allora per tutti si chiama così: "Pizza Margherita". Ad Ischia ci sono numerosissime pizzerie dove si può gustare la tradizionale pizza napoletana e molto altro. Per coloro che volessero sperimentare la pizza fatta in casa, ecco la ricetta base e alcuni suggerimenti: Il segreto di una buona pizza consiste nella semplicità di una pasta ben lievitata, curata e ben cotta e, cosa molto importante, realizzata con ingriedienti di ottima qualità.

Procuratevi un recipiente comune  in cui aggiungere  i seguenti ingredienti per 4 persone

- Farina di tipo, 750 gr.
- Lievito di birra (meglio se prima sciolto in acqua), 1 cubetto 
- Acqua tiepida quanto basta
-Un pizzico di sale

L'impasto che si ottiene in questo caso è più morbido rispetto a quelli fatti con l'olio e la pizza diventa più alta. Versare la farina, mescolata al sale, a fontana sulla spianatoia o in un recipiente. Sbriciolare nel centro il lievito di birra e scioglierlo con un po' d'acqua aiutandosi con i polpastrelli. Cominciare ad incorporare la farina agli ingredienti nel centro aggiungendo di mano in mano l'acqua tiepida. Bisogna ottenere un impasto morbido, facile da lavorare e liscio. La quantità di acqua necessaria può variare di volta in volta. Lavorarlo energicamente fino a quando non si stacca  dalle dita. La pasta deve essere a questo punto morbida ma anche elastica. Ridurla a palla, infarinarla, coprirla con un tovagliolo e lasciarla lievitare in un luogo tiepido, al riparo da correnti d'aria, per circa 1ora e mezza o almeno fino a quando l'impasto raddoppia di volume. Se fa freddo, conviene porre sotto al piatto con la pasta della pizza una ciotola piena di acqua bollente. Al posto del lievito fresco si può usare anche il lievito secco in granuli; in questo caso bisogna avere l'accortezza di scioglierlo in mezzo bicchiere di acqua tiepida, con l'aggiunta di un pizzico di sale e di zucchero, prima di aggiungerlo alla farina. Quando la pasta si sarà raddoppiata di volume, occorre stenderla in una teglia da forno spalmata di olio, e darle uno spessore di circa 1 centimetro e quindi condirla e infornarla in forno caldo a 200°C, e farla cuocere per circa 20 minuti o fino a quando il fondo non risulterà ben cotto.

Il condimento classico della pizza consiste in pomodoro, mozzarella, olio e basilico, ma la fantasia dei pizzaioli e i gusti personali permettono di aggiungere ingredienti a scelta e le più ardite combinazioni. Nella tradizionale ricetta napoletana è d'obbligo utilizzare esclusivamente olio di oliva che è uno degli ingredienti fondamentali della dieta mediterranea. Il pomodoro va utilizzato privato della buccia, e dei semi e tagliato a pezzetti oppure si può utilizzare la passata. Per quanto riguarda la mozzarella, che vanta una tardizione molto radicata in tutta la regione, andrebbe aggiunta a fine cottura per evitare che indurisca e per fare in modo che resti morbida e filante.

La mozzarella, come anche l'olio d'oliva,  meriterebbe una trattazione a parte. Oltre ad essere tra gli ingredienti della pizza, sono prodotti tipici utilizzati in molte preparazioni conosciute per la loro bontà in tutto il mondo. Si pensi, per esempio alla Caprese, il tradizionale piatto a base di mozzarella e pomodoro fresco, condito con sale, origano e olio crudo. Per quanto riguarda la mozzarella, non esistono sull'isola produttori di questo tipo di formaggio fresco molto gustoso e apprezzato, anche se ottimi prodotti vengono importati dalla zona, che come già ricordato, vanta numerose produzioni del genere. Da provare le versioni particolari della semplice mozzarella, come trecce e provole o la mozzarella di bufala, tradizionale campana.

Affiliazione a Ischiainrete | Ingresso Agenzia di Viaggi IschiaInRete.it - © Copyright 2006-2010 IschiaInRete.it - by Xpro Italia - Partita IVA: 04828541211